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Codici QR 8

Stampare un QR code: dimensione minima, risoluzione e margini da rispettare

Dimensione minima, risoluzione del file, margini e contrasto: le regole tecniche da controllare prima di stampare un QR code su menu o volantini.

Che cos'è un QR code e perché la stampa cambia tutto

Un QR code è un codice a barre bidimensionale, leggibile con la fotocamera di uno smartphone. Il nome viene dall'inglese quick response: risposta rapida. Può contenere un indirizzo web, un testo breve, le credenziali di una rete wi-fi o una scheda contatto. Su un supporto da ristorante rimanda quasi sempre a una pagina web.

A schermo, quel quadrato in bianco e nero è perfetto: ogni modulo corrisponde a un pixel nitido. Sulla carta le cose si complicano: l'inchiostro si allarga, il supporto assorbe, la retinatura della stampante schiaccia i dettagli più piccoli. I difetti di stampa possono trasformare un codice valido in un quadrato muto.

Allo smartphone servono tre cose per decodificare l'immagine: moduli abbastanza grandi, un contrasto netto e uno spazio vuoto tutto intorno. Sono tre scelte che si fanno prima della stampa, mai dopo.

Com'è fatto un QR code

Tre grandi quadrati occupano gli angoli: sono i riferimenti di posizione, che indicano al lettore l'orientamento del codice. Tra di loro, una griglia di moduli bianchi e neri porta le informazioni codificate, più un livello di correzione d'errore.

È questa correzione a spiegare perché un codice un po' sporco resta leggibile. Al livello H, fino al 30% della superficie può essere danneggiato senza compromettere la lettura. È il livello da scegliere ogni volta che il codice finisce su un supporto maneggiato tutto il giorno.

Che dimensione deve avere un QR code stampato

La regola di un decimo della distanza

La regola pratica più affidabile sta in una frase: la larghezza del codice deve valere circa un decimo della distanza di lettura. A 30 cm servono 3 cm di lato. A due metri ne servono 20. Questa proporzione deriva dalle indicazioni di Denso Wave, l'azienda giapponese che ha creato il formato nel 1994.

Sotto i 2 cm i problemi arrivano in fretta: molti telefoni non riescono più a mettere a fuoco così da vicino e i moduli si confondono tra loro. Considerate 2 cm come limite minimo assoluto e 3 cm come misura comoda per tutto ciò che si tiene in mano.

Le dimensioni in base al supporto

Lo stesso codice non ha la stessa dimensione su un cavalletto da tavolo e su una vetrina. Ecco i riferimenti che usiamo con i ristoranti, da adattare alla luce della sala.

SupportoDistanza di letturaDimensione consigliataMargine intorno
Cavalletto da tavolo, sottobicchiere20-30 cm2,5-3 cm3 mm
Biglietto da visita, scontrino15-25 cm2-2,5 cm2 mm
Tovaglietta, volantino A530-50 cm3-5 cm4 mm
Poster A3 in sala1-1,5 m10-15 cm1 cm
Vetrina, roll-up, facciata2-3 m20-30 cm2 cm

Su un biglietto da visita lo spazio è sempre poco. Accorciate l'indirizzo codificato invece di rimpicciolire il quadrato: un url breve genera meno moduli, quindi moduli di dimensione maggiore a parità di superficie.

Risoluzione e file: che cosa scaricare

La risoluzione determina la nitidezza finale. Per qualsiasi stampa, puntate a 300 dpi alla dimensione reale del codice. Un file di 600 pixel di lato produce un quadrato nitido di 5 cm; lo stesso file allargato a 15 cm diventa sfocato e perde leggibilità.

La soluzione migliore è evitare del tutto il problema con un formato vettoriale. Un SVG, un EPS o un PDF vettoriale si ridimensiona senza mai sgranarsi. Del resto è il tipo di file che il vostro tipografo preferirà, qualunque sia l'ingrandimento richiesto.

  • SVG, EPS, PDF: da preferire per poster, roll-up e ogni formato di grandi dimensioni.
  • PNG a 300 dpi minimo: accettabile per i supporti piccoli, con il vantaggio dello sfondo trasparente.
  • JPG: da evitare, la compressione crea un alone grigio intorno ai moduli.

Un buon generatore vi permette di scaricare questi diversi tipi di file con un clic. Se il vostro offre solo un JPG da 200 pixel, cambiate strumento prima di pagare una stampa.

Margini, contrasto e colori: gli errori che costano una ristampa

La zona di silenzio

Intorno al codice serve un margine bianco chiamato zona di silenzio. Lo standard richiede una larghezza pari a 4 moduli. In pratica, tenete almeno 3 mm su un supporto piccolo e 1 cm su un poster.

È l'errore più frequente in fase di impaginazione. Un testo attaccato al bordo, un filetto decorativo, la piega di un depliant che attraversa il quadrato: in questi casi i telefoni non riescono più a isolare il motivo e rinunciano alla lettura.

Il contrasto e i colori

Il codice deve essere più scuro dello sfondo, mai il contrario. Un lettore cerca moduli scuri su fondo chiaro. Un QR bianco su fondo nero funziona su alcuni telefoni recenti, ma non su tutti.

Volete personalizzare il codice con i colori del locale? Si può fare, con due paletti: un rapporto di contrasto di almeno 4 a 1 tra motivo e sfondo, e uno sfondo in tinta unita. Le sfumature e le foto sullo sfondo fanno crollare il tasso di lettura.

Nei progetti grafici di menu che riceviamo tornano quasi sempre due problemi: un margine troppo stretto e un codice appoggiato sulla foto di un piatto. Il resto si sistema in dieci minuti.

Il senso di lettura

Pensate anche alla posizione fisica. Un codice stampato sul retro di una tovaglietta, su una tovaglia che si muove o in un angolo poco illuminato allunga i tempi. Mettetelo ad altezza di mano, su una superficie stabile, con una breve frase di invito sopra.

Quale stampante e quali supporti scegliere

Non tutte le stampanti vanno bene per questo lavoro. Il laser restituisce angoli netti ed è perfetto per menu e poster. Anche l'inkjet funziona, a patto di usare una carta non porosa: su una carta grezza l'inchiostro si allarga e i moduli si toccano.

Per le etichette, le stampanti termiche tipo Zetec o Brother fanno il loro lavoro, ma la definizione si ferma spesso intorno ai 203 dpi. Passate a un modello da 300 dpi se i vostri codici scendono sotto i 3 cm.

  • Carta opaca da 250 a 350 g: il miglior compromesso per un menu da sala.
  • Plastificazione opaca: protegge senza creare riflessi, al contrario di quella lucida.
  • Plexiglass o PVC: durevole per un cavalletto, purché si eviti la finitura a specchio.
  • Legno inciso, metallo: molto resistenti, ma fate testare un prototipo, perché il contrasto è più basso.

Adesivi ed etichette hanno i loro limiti: si staccano, si graffiano e invecchiano male su un tavolo pulito venti volte al giorno. Restano comodi per un test di due settimane o un'iniziativa breve, non per un menu QR permanente in sala. Su questo punto, la nostra pagina dedicata al menu QR code per ristoranti illustra nel dettaglio i supporti che vediamo durare nel tempo.

Fare una prova prima di lanciare la stampa

Un test costa cinque minuti, una ristampa diverse centinaia di euro. Stampate una prova alla dimensione definitiva, sulla carta definitiva, e fatela passare in più mani.

Gli utenti reali non hanno il vostro telefono. Fate verificare il codice almeno su un iPhone, su un Android recente e su un modello di oltre tre anni. I vostri clienti possono scansionare dalla fotocamera nativa, ma anche da un'applicazione di terze parti o dalla fotocamera integrata in un'app di messaggistica.

  • Scansionate con luce soffusa, non solo sotto il neon del laboratorio.
  • Provate alla distanza d'uso reale, seduti al tavolo.
  • Verificate che la pagina di destinazione sia adatta al mobile e si carichi in meno di tre secondi.
  • Controllate l'url visualizzato a schermo: un errore di battitura non si vede nei moduli.

Le prove di stampa possono anche rivelare un problema di destinazione più che di codice. Se il menu si apre male su uno schermo piccolo, è il sito da correggere. I nostri strumenti di impaginazione del menu gestiscono questa parte direttamente, senza interventi tecnici.

Modificare un QR code dopo la stampa

Un codice statico contiene l'indirizzo fisso al suo interno. Una volta stampato è immutabile: cambiare destinazione significa ristampare tutto. È la trappola classica quando il menu cambia con le stagioni.

Un codice dinamico rimanda a un indirizzo intermedio che potete modificare in qualsiasi momento. Il quadrato stampato resta identico, cambia solo la pagina di destinazione. Inoltre tenete traccia del numero di scansioni, una base solida per orientare le vostre azioni di marketing e individuare i piatti molto consultati ma poco ordinati.

Queste statistiche servono ben oltre il supporto cartaceo: alimentano il lavoro sui margini descritto nella nostra guida al menu engineering applicato alla carta. I codici dinamici possono inoltre essere riassegnati da un'iniziativa all'altra.

Da ricordare prima di inviare il file

Stampare un QR code leggibile dipende da quattro decisioni: la dimensione rispetto alla distanza, un file vettoriale o ad alta definizione, un margine rispettato e un contrasto netto. Aggiungete una prova fisica ed eliminerete la gran parte degli errori di lettura.

Per garantire una stampa pulita al primo colpo, consegnate al tipografo un file vettoriale di alta qualità, indicate la dimensione esatta del quadrato in millimetri e chiedete una prova di stampa su carta. Quest'ultimo passaggio basta ad assicurare che il risultato corrisponda a quanto avete approvato a schermo.

Un'ultima accortezza per evitare brutte sorprese: conservate il file sorgente e l'indirizzo codificato in una cartella ben identificata. Il giorno in cui rilancerete una stampa, ripartirete dalla versione migliore, nella stessa forma, senza dover rigenerare tutto.

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