Cosa dice la normativa oggi
La domanda torna a ogni servizio, sia dai clienti sia dal personale di sala. In Francia, dal 1° luglio 2025, un decreto vieta di fumare in un lungo elenco di luoghi pubblici all'aperto. I dehors di bar e ristoranti non rientrano in quell'elenco.
In altre parole: fumare nei dehors resta consentito. Questa tolleranza non dipende dal Comune. Dipende dalla configurazione esatta del tuo spazio esterno, ed è proprio qui che molti gestori sbagliano.
La regola generale non è cambiata: il divieto di fumo vale in tutti i luoghi chiusi e coperti aperti al pubblico. Un dehors può quindi rientrare in questa categoria senza che tu l'abbia deciso.
Dehors aperto o dehors chiuso: l'unica domanda che conta
Il criterio della chiusura
Un dehors è considerato spazio chiuso quando è al tempo stesso coperto e delimitato su tutto il perimetro. Teli laterali abbassati, paraventi accostati senza fessure, pareti vetrate: lì il fumo è vietato, esattamente come all'interno.
Al contrario, un dehors che resta ampiamente aperto sulla strada lascia circolare l'aria. Non ricade nel divieto, anche se è coperto da una tenda. Il punto critico è stagionale: molti locali chiudono i propri spazi esterni in inverno e diventano, senza saperlo, luoghi in cui fumare non è più permesso.
Le configurazioni nella pratica
| Configurazione del dehors | Coperto | Chiuso sui lati | Si può fumare |
|---|---|---|---|
| Tavoli sul marciapiede, senza tenda | No | No | Sì |
| Tenda o ombrellone, nessun paravento | Sì | No | Sì |
| Pensilina con due pareti laterali | Sì | In parte | Sì, se un lato resta aperto |
| Veranda telonata sui quattro lati | Sì | Sì | No |
| Dehors riscaldato interamente vetrato | Sì | Sì | No |
Più che l'elenco, tieni a mente il ragionamento: quando un cliente che fuma non riesce più a vedere il cielo né la strada dalla propria sedia, sei in uno spazio chiuso.
Gli spazi pubblici ora vietati al fumo
Il decreto del 2025 ha esteso il perimetro ad aree esterne molto frequentate. L'obiettivo dichiarato è proteggere bambini e minori dal fumo passivo e togliere normalità alla sigaretta nei luoghi che frequentano.
- le aree adiacenti a scuole, asili nido e biblioteche;
- parchi, giardini pubblici e spiagge durante la stagione balneare;
- gli impianti sportivi, comprese le aree esterne agli stadi;
- le pensiline degli autobus e alcune aree di attesa.
Queste misure vanno accompagnate da una segnaletica ben visibile. Non riguardano il tuo dehors, ma spesso riguardano il marciapiede di fronte. Se il tuo locale confina con una scuola o con un giardino pubblico, i clienti possono restare sorpresi: sta a te saper rispondere.
Sul campo, l'incomprensione non arriva quasi mai da chi fuma. Arriva dalla famiglia seduta al tavolo accanto, convinta che il divieto sia già in vigore ovunque.
Sanzioni: chi paga e quanto
Quando il divieto si applica e non viene rispettato, le responsabilità sono due. Prima quella di chi fuma, poi quella del titolare del locale.
- Fumare in un luogo dove è vietato: sanzione forfettaria di 135 €.
- Segnaletica assente o tolleranza da parte del gestore: fino a 750 €.
- Posacenere messo a disposizione in uno spazio per non fumatori: stesso rischio, aggravato in caso di controlli ripetuti.
I controlli spettano alla polizia municipale, alla polizia nazionale e agli agenti abilitati dello Stato. Nei fatti, le sanzioni nei dehors restano rare. Il rischio vero è altrove: una controversia con un cliente o con un dipendente che rivendica il diritto a un'aria senza fumo.
Altrove in Europa: ciò che probabilmente attende la Francia
Diversi Paesi vicini hanno già fatto il passo e funzionano da laboratorio.
Belgio e Ginevra
In Belgio il divieto copre da anni i dehors chiusi, con una definizione rigorosa del grado di apertura. A Ginevra la logica è simile: se uno spazio esterno è coperto e chiuso, rientra tra i luoghi in cui il fumo è bandito.
Spagna
La Spagna sta lavorando a un'estensione generale del divieto di fumo ai dehors di bar e ristoranti, svapo compreso. Il testo è in discussione dal 2025. Se andrà in porto, diventerà il riferimento citato nel dibattito francese.
Per ora, però, la posizione francese resta stabile: il governo ha escluso i dehors dal decreto per non penalizzare l'attività di bar e ristoranti. Le associazioni di sanità pubblica continuano a chiederne l'inclusione, anche in vista di una generazione senza tabacco nel 2032.
Cosa puoi mettere in atto già questa settimana
Non serve aspettare una nuova legge per organizzare la sala. Poche azioni semplici evitano il 90 % degli attriti.
- Verifica se il tuo dehors resta chiuso per una parte dell'anno ed esponi la segnaletica corrispondente.
- Crea una zona per non fumatori ben identificata, lato strada o in fondo al dehors, invece di un divieto totale spiegato male.
- Insegna al tuo team una sola frase di risposta, calma e uguale per tutti.
- Controlla che la tua autorizzazione per il dehors corrisponda davvero allo spazio che occupi.
Un dettaglio pratico: su un menu consultato dal telefono puoi indicare in una riga quali tavoli sono per non fumatori e quali no. È uno degli usi più comuni di un menu accessibile tramite QR code, modificabile senza ristampa quando chiudi il dehors per l'inverno.
E i clienti che vogliono smettere
Certe richieste arrivano al bancone, spesso di sera. Bastano due riferimenti per dare una risposta utile senza improvvisarsi esperti di salute.
In Francia il 39 89, Tabac info service, mette in contatto con un tabaccologo e offre un percorso gratuito; l'app omonima accompagna giorno per giorno chi smette. In Italia il riferimento equivalente è il Telefono Verde contro il Fumo dell'Istituto Superiore di Sanità, 800 554 088. Oltre a questi servizi pubblici, il resto è competenza del medico di base.
Verso la fine della sigaretta nei dehors
La direzione è leggibile. Ogni estensione del perimetro degli spazi esterni senza fumo avvicina la questione dei dehors. I gestori che si attrezzano per tempo con un'organizzazione a zone si adatteranno senza problemi; gli altri scopriranno la regola una domenica di controlli.














